LE INDAGINI SCIENTIFICHE PER LA CONOSCENZA DELL’OPERA D’ARTE
LA CONOSCENZA DELL’OPERA D’ARTE AVVIENE PRINCIPALMENTE ATTRAVERSO STUDI DI NATURA STORICA, TECNICA E SCIENTIFICA.
LO STRAORDINARIO SVILUPPO DELLA RICERCA SCIENTIFICA APPLICATA ALLA CONSERVAZIONE HA CONSENTITO DI CONOSCERE IN PROFONDITÀ LA NATURA MATERIALE DELLE OPERE D’ARTE: LA CHIMICA E LE SCIENZE AFFINI INDAGANO LA MATERIA
DALLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE PROVENGONO IMPORTANTI INDICAZIONI PER PROLUNGARE CON I METODI PIÙ IDONEI LA DURATA DELL’OPERA D’ARTE.
I METODO UTILIZZATI PER LE INDAGINI DELLE OPERE D’ARTE DEVONO ESSERE PRINCIPALMENTE NON DISTRUTTIVI.
ATTRAVERSO LE INDAGINI SCIENTIFICHE SULL’OPERA D’ARTE POSSONO ESSERE RACCOLTE INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER APPROFONDIRE I SEGUENTI ASPETTI:
- ANALISI DEI MATERIALI COSTITUTIVI E DELLA TECNICA ESECUTIVA
- DATAZIONE E AUTENTICAZIONE
- ACCERTAMENTO DELLO STATO DI DEGRADAZIONE DELL’OPERA D’ARTE
- ACCERTAMENTO DI EVENTUALI RESTAURI PRECEDENTI
- SCELTA DI NUOVI MATERIALI PER IL RESTAURO
- CONTROLLO DEGLI INTERVENTI CONSERVATIVI
- MESSA A PUNTO E CONTROLLO DELLE CONDIZIONI MICROCLIMATICHE
INDAGINI SCIENTIFICHE CONDOTTE SULLE OPERE DEL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO
Nel corso delle UNIT 3 e UNIT 4 dei Corsi di Formazione presso il Museo Egizio del Cairo sono state effettuate le indagini scientifiche NON distruttive, allo scopo di conoscere la natura chimico-fisica del materiale costituivo delle opere studiate.
In particolare sono state effettuate le seguenti indagini:
SPETTROSCOPIA DI FLUORESCENZA DI RAGGI X IN DISPERSIONE DI ENERGIA (ED-XRF)
Potenzialità
L’analisi può essere svolta in situ, senza prelievi e senza alterare l’opera, ed è un rapido metodo per uno studio preliminare dei materiali costitutivi.
Tecnologia
Si è utilizzato uno strumento di spettroscopia di fluorescenza di raggi X in dispersione di energia (ED-XRF) della EIS s.r.l.
Metodo di analisi: l’elemento analizzato, ad esempio un pigmento, assorbe i raggi X incidenti e riemette energia che viene registrata e letta dall’apparecchio dando la misura caratteristica dell’elemento. La lettura viene fatta attraverso il diagramma dell’energia emessa, nel quale ogni “picco” è caratteristico di un particolare elemento.
La zona di analisi ha un diametro di circa 2 mm e una profondità che è funzione del numero atomico degli elementi presenti, usualmente fino al supporto dell’opera stessa. Pertanto non consente di comprendere se i pigmenti sono miscelati oppure disposti su strati diversi. Infine, poiché la risposta è legata agli elementi chimici e non ai loro composti, non sempre è possibile fare delle conclusioni riguardo ai pigmenti utilizzati, per esempio l’individuazione dell’elemento rame può essere collegato sia all’uso del pigmento blu egiziano che dell’azzurrite.
LE TECNICHE RADIOGRAFICHE Sono comunemente impiegate per conoscere la tecnica d’esecuzione nonché ovviamente lo stato di conservazione dell’opera. Si basano sull’alto potere penetrante dei raggi X, che possono attraversare la materia selettivamente, a seconda dei materiali e della struttura fisica dell’opera indagata. Questo consente di ottenere un’immagine per trasparenza di corpi opachi e in particolare di ciò che si trova al loro interno. L’immagine può essere impressionata su una lastra piana, trattata con un’emulsione simile a quella di una pellicola fotografica in bianco e nero, ma avente una doppia applicazione (una per lato della lastra) per aumentarne la sensibilità.
LA RIFLETTOGRAFIA INFRAROSSA, È una tecnica sperimentale messa a punto per poter osservare con una notevole chiarezza ciò che si trova immediatamente sotto un film pittorico di spessore non elevato. In particolare, quindi, è adatta per gli studi dei disegni preliminari tracciati dall’artista sulla preparazione del dipinto, prima dell’esecuzione definitiva dell’opera o per la ricerca di sottostanti pitture. Il grado di chiarezza dell’immagine riflettografica dipende ovviamente dal grado di contrasto (tipo di materiale e quantità) del disegno e dallo spessore e dal tipo di film pittorico che lo copre. Si basa sull’utilizzo di radiazioni di lunghezza d’onda comprese nel campo dell’Infrarosso
TECNICHE FOTOGRAFICHE SPECIALI: ULTRAVIOLETTO E INFRAROSSO
Ultravioletto
Le indagini alla fluorescenza ultravioletta si basano sulla registrazione di fenomeni ottici dovuti a radiazioni riflesse, trasmesse o emesse dalla materia, quando questa viene colpita da radiazioni differenti da quelle della luce visibile.
- Se un materiale colpito da radiazioni elettromagnetiche di una certa lunghezza d’onda provoca i fenomeni citati e in più viene da questa eccitato, sarà in grado di ritrasmettere radiazioni di lunghezza d’onda maggiore a quella incidente. Cessata l’azione del raggio incidente si avrà il fenomeno della fluorescenza, visibile a occhio nudo e quindi direttamente osservabile. Le radiazioni riflesse possono essere fotografate su una apposita pellicola.
Infrarosso: analogamente a quanto accade per le radiazioni ultraviolette, anche le radiazioni nel campo dell’infrarosso possono essere assorbite selettivamente in seguito all’attraversamento di una sostanza. Queste indagini possono evidenziare molti particolari interessanti: la natura di certe sostanze e di pigmenti, i pentimenti e/o i ritocchi (sia in fase di disegno sia in fase di stesura pittorica), la presenza di disegno preparatorio, l'uso del carboncino o del pennello nella stesura del disegno, l’impiego del cartone per lo spolvero, l’uso della quadrettatura per il riporto del disegno, stesure sottostanti al film pittorico usate come basi cromatiche, i restauri subiti nel passato e la presenza di altri segni particolari non più visibili a “occhio nudo”. In ogni caso, è da ricordare che i segni presenti al di sotto della superficie pittorica sono visibili impiegando la radiazione infrarossa, solo se la natura dei materiali e lo spessore del film pittorico sovrastanti lo rendono possibile, cioè risultano “trasparenti” a queste lunghezze d’onda.
ANALISI METALLOGRAFICHE Sono indagini che si eseguono con l’ausilio di un microscopio allo scopo di rivelare le caratteristiche strutturali e la costituzione dei materiali metallici. Generalmente questo tipo di analisi viene utilizzato per lo studio delle proprietà meccaniche dei metalli e delle leghe in relazione alla loro struttura. Consente inoltre di trarre informazioni relative alla storia dei trattamenti termici meccanici i cui effetti rimangono registrati sulla microstruttura dei metalli. In fase metallografica vengono prese anche in considerazione tutte le manifestazioni di alterazioni presenti nei campioni prelevati e in particolare quelle all’interfaccia del manufatto con l’ambiente, note come patine o croste e derivate da corrosione o deposito di particellati.
MONITORAGGIO AMBIENTALE
I parametri ambientali, come temperatura, umidità relativa, luce, anidride carbonica (CO2), polveri sottili, ecc…, sono stati analizzati attraverso strumentazione portatile. Le diverse strategie d’intervento sono state discusse con i partecipanti ai corsi allo scopo di definire insieme la metodologia di rilevamento. Sono state investigate tre sale espositive del Museo Egizio del Cairo e tre diversi tipi di vetrine espositive per valutare il microclima interno, la concentrazione di CO2, e la presenza di polveri.
E’ stato applicato il sistema di annotazione dei dati microclimatici rilevati con il supporto del “Environmental Data Sheet", un protocollo messo a punto dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.






















